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I FILI E LE TRAME DELL'ARTE
C'è tutto il piccolo mondo interiore, ricco di pensieri, sentimenti e tormenti, di emozioni, parole e ricordi, che chiedono di essere raccontati tra le trame, i fili, i punti tesi, nel luccichio variopinto delle sete, nella ruvidità della juta, nella trasparenza evanescente del tulle, tra la morbida lucentezza di un velluto e la robustezza di un cotone.
Ogni singolo tessuto è cucito con arte da una mano mossa da un pensiero insistente che è: realizzare ciò che vede l'anima, ciò che sente. In ogni opera, dentro l'immagine, sentiamo vibrare la vita, con i suoi tremori, con le sue albe e i suoi infiniti tramonti : emozioni. Ed è alla vita che Silvia guarda,attinge alla vita che è in lei e trepida tra le sue mani, finché filo dopo filo, punto dopo punto in ogni striscia, in ogni lembo di tessuto, si racconta…
Patchwork non è artigianato. Quando dietro c'è una volontà, una necessità improvvisa e incombente di creare è sempre arte. Dobbiamo vedere ogni opera, come se si trattasse di un quadro, una pittura, in cui la materia, il colore, acquistano fisicità, effetto, e vivono di una vita propria. Ogni tessuto è fatto di materia e colore insieme, come corpo e anima. E percepire dietro l'effetto, l'emozione, sentirla, viverla, riconoscerla perché improvvisamente è in noi.
La stessa forte emozione che ha ispirato l'opera, diventa nostra. Improvvisamente vogliamo toccare, sentire fisicamente queste forme, rivestite, vestite di tessuti, poterle ''indossare '' solo con la mente... con lo spirito. Seguire meticolosamente un filo che appare e scompare tra un' esile striscia di seta, quasi un gioco, un modo per cercare un pensiero che va e viene nella nostra mente. Ripercorrere una fibra, scrutandola come mai prima abbiamo fatto e poi, l'occhio coglie improvvisamente l'immagine, tutta insieme e ci accorgiamo della luce, del colore.
Luce e colore vibrano insieme, cambiano in un sodalizio del tutto nuovo, il colore è quello delle stoffe sì, ma non solo, è anche una tintura, una polvere soffiata come un vento, goccioline spruzzate da un pennello su una stoffa che si impregna e diventa pesante o leggera, trasparente... cucita in tante piccole tessere a formare un cielo, un mare, un sole, un albero...
Di questo voglio parlare, delle opere, di quest'arte.
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Un "Tramonto africano" si apre davanti a noi, un'esplosione di sole, quando il giorno sembra non voler finire. Rami scuri di un albero, tesi ad abbracciare con avidità la luce, la sua stessa vita nel sole. L'aria tesa, torbida tagliata dal volo ritmico e silenzioso di un airone, colori impregnati nelle stoffe, diventate atmosfera.
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Nell'opera "Il Gallo" è in atto una competizione tra due rivali : il sole e il gallo, annunciano l'arrivo del giorno, un grido alla vita che comincia con forza, e si ripete quotidianamente allo stesso modo…
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Un giardino in "Oltre il giardino", con le sue vegetazioni scontrose, nervose,chiudono e schiudono l'oltre, dove tutti vogliono vedere, arrivare, ammirare...
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E ancora nell'opera "La mia radice" il vento freddo flette e lambisce i rami che si dispiegano ondeggiando ritmicamente, lamentandosi, lasciando fluire leggere tante piccole foglie come petali, come lacrime... Quando i rami stessi sembrano non poterle più trattenere... in volo... disperse.
Ed è l'albero, il tema di queste opere, il filo conduttore di quest'unica storia che racconta di lei, Silvia.
Dentro l'albero scorre la linfa vitale, come il sangue sotto la pelle, e sotto la pelle poter guardare e sentire.
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In "Eucalipti, Luce e ombra" la corteccia che si sbuccia, dove fuori si vede il nero, sotto sotto è bianco, così pure fuori e dentro di noi.
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Capire tutto questo, percepire le opere di Silvia con tutti i nostri sensi... significa vedere l'arte, quest'arte che si realizza in una tecnica diversa dalla pittura in un vero e proprio Patchwork di emozioni e sentimenti.
Treviso 09 Aprile, 2000
Consuelo Campagnol |
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